Meglio il salario minimo o puntare su maggior tutele con i cnnl?

Meglio il salario minimo o puntare su maggior tutele con i cnnl?

Può sembrare strano ma molti sindacati sono d'accordo con il mondo dell'impresa nel definire il salario minimo legale meno efficace in termini di tutele del lavoratore dei CNNL.

Ad oggi , infatti, mettono in evidenza le sigle sindacali, i contratti collettivi nazionali offrono al lavoratore maggiori garanzie e tutele se analizzati nel complesso del singolo valore economico. L'assunto di partenza è che il salario è strettamente correlato a tutto il processo produttivo e che non si possa considerare una variabile indipendente e quindi essere definita con valori predefiniti. Se Confindustria in audizione alle camere afferma che «la sua determinazione ha conseguenze dirette sul mercato del lavoro, sulle scelte delle imprese e sulla competitività della nostra economia», gli fa da eco Confartigianato che con Merletti afferma "colpirebbe la contrattazione collettiva, provocando un'alterazione degli equilibri economici e negoziali faticosamente raggiunti. Si creerebbero difficoltà alle imprese e finirebbero penalizzati proprio i lavoratori i cui salari sarebbero schiacciati sulla soglia minima e verrebbero privati del welfare contrattuale", i sindacati invece evidenziano  "evasione contrattuale e al crescente sommerso in molte attività" e si dichiarano allarmati dalla inesistente attenzione dell'azione di governo nella realtà che vede sempre più settori merceologici tagliati fuori alla contrattazione collettiva e da un aumento significativo delle posizioni lavorative irregolari.

Un salario imposto dallo stato e slegato dai minimi tabellari dei contratti, oltre a togliere ogni autonomia negoziale collettiva "potrebbe favorire una fuoriuscita dall'applicazione dei Ccnl rivelandosi così uno strumento per abbassare salari e tutele delle lavoratrici e dei lavoratori", in particolare nelle Pmi. Questo comporterebbe un rischio che i sindacati non sono disposti a correre: perdere le voci retributive aggiuntive (come la 13esima), ma anche tutte quelle tutele che vanno dalla malattia alla maternità.

La domanda che maggiormente circola è: ma quindi i sindacati vogliono che il salario sia basso?

Senza tentennamenti: NO! I sindacati non vogliono assolutamente i salari bassi, ma soprattutto non vogliono che la realtà del nostro mercato del lavoro trovi mille scappatoie per appiattire i salari al minimo ed un proliferale di contratti irregolari che già diventeranno difficilissimi da intercettare con l'avvento della flat tax, che comporterà il fiorire di finte partite IVA.

 

Qual'è la proposta sindacale e datoriale in un'ottica propositiva? Obbligare di fatto tutti i settori che non partecipano al CNNL ad individuare un livello minimo di garanzia, in modo particolare in riferimento alle collaborazioni coordinate e continuative.

Un altro punto che con l'occasione i sindacati e il comparto datoriale vuole affrontare è il dumping contrattuale, che a loro avviso è caratterizzato dal "proliferare" di ciontratti sottoscritti da organizzazioni sindacali con bassa rappresentatività, chiedendo di fatto un "monopolio" da parte dei soliti attori.

 


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